Raggiungere un nuovo Sé.


Il vostro alibi è ancora: “Ciò che è stato buono per mio padre e per il padre di mio padre è certo buono anche per me”? La legge immutabile dell’universo è il mutamento. Lo stupendo spettacolo della natura fornisce allo scettico una prova schiacciante: il seme, la sua crescita, il suo sviluppo e l’eventuale aridità della pianta; il flusso e il riflusso della marea; le fasi della luna; l’alba, mezzogiorno, il crepuscolo, l’oscurità; le successive generazioni – o incarnazioni – dell’uomo; i continenti che raggiungono il loro zenit e scompaiono: Atlantide, Mu, ecc. Anche l’uomo, libero agente solo fino a un certo punto, deve conformarsi con rassegnazione all’ultimatum di questo decreto divino, oppure ferirsi stoltamente contro la ruota dell’inutile resistenza che serve solo a rallentare la velocità della propria vibrazione ed evoluzione.

Ma non possiamo raggiungere il nuovo se rimaniamo attaccati alle sottane del vecchio. Una volta consapevoli dell’errore di ieri, dobbiamo liberarci del suo residuo, sostituendolo con tutto ciò che il nostro potere di concezione presente ci suggerisce essere la via giusta. Che importa se il sogno di ieri sembrava uno stato perfetto? Solamente un esempio del fatto che era ciò per cui eravate pronti ieri. Oggi, quest’anno, vi trova il prodotto-essenza del raccolto di pensieri e azioni dell’anno passato, risultato di un costante cambiamento graduale. Oggi voi state sulla soglia di una maggiore comprensione, padronanza di sé e realizzazione del giorno prima; e tuttavia non v’aspettate, o meglio, non pregate silenziosamente, perché siano rimossi i numerosi veli che oscurano la vera visione dai vostri occhi?

Queste parole meravigliose di Paramhansa Yogananda tratte dal suo libro Alimentazione Yoga fanno veramente riflettere.

Vedo una società e tante persone che desiderano il vecchio. Vogliono il consueto vecchiume di idee. Perché aver paura del nuovo ? Io sono pronto per una società non Capitalistica, non vedo l’ora di sapere che i nostri fratelli Africani hanno sconfitto la fame. Ogni giorno cerco il nuovo in me, ogni giorno so per certo che come una pianta sto fiorendo e che i miei rami sono sempre più alti e con essi la mia Coscienza. Voglio una società dove le persone amino le persone e usino le cose e non viceversa. Vorrei che le persone siano considerate più importanti delle cose. Vorrei una religione Universale che riconosca tutti i ‘ credo ‘ come diversi linguaggi di un unico Dio amorevole. Vorrei un mondo senza confini. Quando guardo l’universo e penso che siamo riusciti a mettere recinti ovunque, sento proprio il bisogno di chiedere a tutti voi aiuto, vi chiedo di portare amore, pace e armonia ovunque andiate. Un saluto a tutti.

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Tanta pace e armonia.